Grande successo di Libera Rappresentanza dei Militari a Palermo.

Palermo: LRM segna “il prima ed il dopo” nella tutela dei diritti sindacali dell’esercito

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Sala gremita sabato pomeriggio, all’hotel IBIS di Palermo, per il primo congresso fondativo dell’Associazione Sindacale Libera Rappresentanza Militare (LRM), nata dal principio sancito dalla sentenza n.120 del 2018 della Corte Costituzionale: «i militari possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale alle condizioni e con i limiti fissati dalla legge; non possono aderire ad altre associazioni sindacali».

“Un primo, ma importante passo verso una più ampia tutela dei diritti sindacali di uomini e donne che indossano la divisa dell’Esercito Italiano” spiegano Girolamo Foti e Marco Votano, rispettivamente Presidente e Segretario Generale di LRM.

“Fino ad un anno e mezzo fa i lavoratori con le stellette – continua Votano – non avevano diritto ad un sindacato, a differenza dei lavoratori del pubblico impiego e del privato. Si è sempre pensato che il sindacato fosse, per quanto riguarda le Forze Armate, qualcosa che distogliesse dai propri doveri istituzionali ma non è così. Abbiamo visto gli altri contesti europei e vogliamo, nel rispetto delle norme nazionali, equipararci ad altri paesi in cui i diritti dei lavoratori delle Forze Armate sono pienamente tutelati in ogni sua parte. Seppur in divisa siamo sempre cittadini della Repubblica come tutti gli altri”.

I lavori sono partiti con l’augurio di autorità nazionali e locali, il ministro della difesa Elisabetta Trenta non ha fatto mancare i suoi auguri a “Libera Rappresentanza dei Militari” per il buon esito dell’evento. Nel testo pervenuto alla segreteria dell’associazione sindacale, la dottoressa Trenta si è soffermata sul fatto che la nascita delle associazioni rappresenti una vera e propria svolta epocale, di cui si è detta orgogliosa e responsabile allo stesso tempo. Sulla stessa scia il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il quale ha espresso un pensiero di compiacimento per la realizzazione di un’importante iniziativa.

Presenti tutte le rappresentanze dell’associazione sindacale, già ramificata sul tutto il territorio nazionale, 229 sezioni in tutta Italia. Sostanzialmente LRM è presente nell’82 per cento dei reparti dell’Esercito Italiano. Molti anche i rappresentanti delle forze politiche che sono intervenuti dando unanime approvazione all’iniziativa sindacale e rendendosi disponibili a portare avanti il Disegno di legge che dovrebbe sviluppare ed ampliare i compiti. Dagli anni 90’ e fino al 2017 sono stati proposti sedici disegni di legge che non hanno mai visto la luce. Oggi, auspicano i dirigenti di LRM, sembra che i tempi siano finalmente maturi.

Ricco di contenuti e spunti, che sono stati in parte ripresi dai successivi relatori, anche l’intervento del Docente di diritto del Lavoro, presso l’Università degli Studi di Palermo, prof. Avv. Lorenzo Maria Dentici. Molti sono infatti i presupposti per cui la norma, riveduta, possa rispondere pienamente alle esigenze manifestate dai lavoratori delle Forze Armate italiane, e soprattutto dei loro futuri rappresentanti sindacali.

Altro intervento che ha dato sostegno e forza all’iniziativa di LRM è stato quello del Presidente dell’Organizzazione Europea delle Associazioni Militari “Euromil”, Emmanuel Jacob. Come ha spiegato il suo presidente, Euromil è un’organizzazione ombrello che raccoglie 33 associazioni e sindacati militari nazionali, opera infatti in 22 Paesi. Politicamente indipendente, fondata nel 1972, ha come missione principale la promozione di interessi professionali e sociali, nonché dei diritti e delle libertà fondamentali dei soldati europei.

Nel suo intervento, Jacob, ha infatti esposto la situazione di altre Forze Armate nelle altre nazioni, spronando così l’Italia a “mettersi al passo con gli altri Paesi”, ove sono già previste ampie tutele sindacali all’interno dell’Esercito.

Non sono mancati momenti di forte commozione da parte di tutti i presenti, in maggioranza militari, nel ricordo dei compagni caduti nei vari scenari internazionali in cui l’Italia è stata presente in missioni di pace. Particolarmente toccante e soprattutto ricca di spunti di riflessione, anche sulla necessità di ampie tutele sindacali, la testimonianza di Vincenzo Mazzamuto e Lorenzo Motta. Entrambi reduci da missioni in cui hanno riportato gravi traumi fisici (e non solo) per cui oggi sono stati dichiarati Vittime del Dovere. In apertura del congresso, tra l’atro, è stato dedicato un minuto di silenzio a Daniele Nuzzi, soldato morto in aprile a causa di una malattia oncologica. Daniele ha combattuto in varie campagne in cui era stato usato uranio impoverito, aggiungendosi ad una lunga lista di militari morti per cancro, al rientro di campagne in territori cosparsi da metalli contaminati dall’uranio impoverito.

Purtroppo la malattia ha segnato Daniele prima dell’arrivo di una sentenza per il riconoscimento economico del danno. Nuzzi era un lavoratore italiano, da militare aveva prestato servizio anche a Palermo, a protezione dei giudici Falcone e Borsellino, così come di Ilaria Alpi a Mogadiscio. Sempre schierato dalla parte giusta, vero soldato italiano, che ha comunque dovuto lottare per diversi anni per il riconoscimento della condizione di vittima del dovere.

Nell'ottica delle garanzie lavorative ad ampio spettro, LRM non ha di certo omesso la parte riguardante le donne nelle forze armate. Ad oggi infatti solo il 7 per cento dell’esercito è composto da donne. Ecco perché l’associazione sindacale ha voluto, tra le sue file a capo della commissione donne, Ornella Russo, militare del nostro esercito che proprio adesso, come da lei raccontato, si sta preparando a partire per una nuova missione di pace.

Di Mauro Faso